14/09/15

POst dedicato a Lie4me sul blog La mia biblioteca romanticala mia biblioteca romantica: MARIACHIARA CABRINI presenta ... LIE 4 ME - PROFES...

la mia biblioteca romantica: MARIACHIARA CABRINI presenta ... LIE 4 ME - PROFES...: OGGI ABBIAMO CHIESTO A MARIACHIARA CABRINI,   DA TEMPO AMICA DEL NOSTRO BLOG, NONCHE' LEI STESSA BLOGGER OLTRE CHE AUTRICE, DI PRESENTA...



Al link sopra una mia presentazione del romanzo Lie4me ospitata sul blog La mia biblioteca romantica:




Aautrice: Mariachiara Cabrini
Collana: Elit
Edizione: Harlequin Mondadori
Formato: Solo in ebook
Prezzo: euro 3,49


TRAMA: Proprio come l'Alice del Paese delle Meraviglie, anche Alice Schiano ha un'irrefrenabile fantasia e decide di sfruttarla per inventarsi un lavoro alternativo. La sua missione è migliorare le vite altrui... una bugia alla volta. Vuoi mollare il tuo fidanzato ma non vuoi farlo di persona per non vivere un'esperienza spiacevole? Vuoi fare bella figura con il capo, sbarazzarti di una rivale, conquistare un collega? Alice è la donna che fa per te! Non c'è nulla che non possa risolvere grazie alla sua parlantina, e non prova mai rimorsi per ciò che fa, perché mentire paga, e bene! I servizi della sua agenzia sono richiestissimi, gli affari vanno alla grande e anche la vita sentimentale scorre liscia come l'olio, forse proprio perché racconta un bel po' di bugie anche al fidanzato. Finché qualcuno non fa saltare in aria la sua auto. Chi è stato? Alice non intende restare con le mani in mano ad aspettare che la polizia scopra il colpevole. Tanto più che collaborare con l'ispettore Donati, uomo affascinante quanto irritante, potrebbe portare a risvolti inaspettati. In tutti i sensi.
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Era il lontano 2012 quando, navigando su internet, scoprii per caso un concorso piuttosto anomalo.
Si trattava dell'iniziativa ‘Scrivi un film per Geppi Cucciari’ promossa da Bottega Finzioni (la scuola di narrazione fondata a Bologna da Carlo Lucarelli). L’obiettivo era quello di trovare un talento emergente della sceneggiatura, tra i fan dell’attrice, raccogliendo quanti più soggetti possibile per poi selezionare la storia migliore da farle interpretare sul grande schermo.
La partecipazione all'iniziativa era gratuita e le parole dell'attrice, riportate su un giornale online, mi convinsero a tentare di partecipare anche se non sapevo nulla di sceneggiatura. Dopotutto volevano solo descrivessi in poche righe l'idea per un film, e se c'è una cosa che non mi manca è la fantasia, perciò perché non tentare?  
“La scuola di scrittura di Carlo Lucarelli mi ha proposto una cosa bellissima – affermava Geppi - e cioè di provare a far scrivere ai futuri allievi dei soggetti di film per me. Devo dire che l’idea di collaborare con dei giovani, in un momento in cui mancano più le occasioni che i talenti, è una cosa che mi fa molto piacere. Per cui se avete un’idea, un soggetto di un film che pensate possa andare bene per me, voi mandatelo. Vorrei una storia che faccia ridere ma non soltanto. Vorrei una storia in cui ci si riconosca ma non troppo perché sognare rimane una cosa importante quando si va al cinema. Se poi avesse un retrogusto amaro sarebbe davvero la sceneggiatura ideale perché nella vita niente ha soltanto un colore. ”
Riflettendo sulle parole di Geppi, sui suoi ruoli comici e su ciò che io avrei voluto vedere al cinema, mi venne la stramba idea di una storia la cui protagonista mentiva, non per natura, divertimento od opportunismo, ma seriamente per lavoro, e questo la portava ad avere una serie di avventure ridicole, ma al tempo stesso significative per una sua crescita durante il film. Sarebbe stata una storia con una morale, nonostante la protagonista all'inizio avrebbe avuto una moralità non proprio retta, e decisi di intitolare il mio soggetto: L'aggiustatrice di vite.
Inutile dire che non vinsi il concorso, ma l'idea mi ronzava troppo in testa per non svilupparla. La protagonista era lì che scalpitava pronta a vivere le sue avventure e non accettava di essere frenata, così in poco più di un mese buttai giù tutta la sua storia. Il primo libro almeno, poiché in realtà avevo già in mente una trilogia a lei dedicata e le bozze per i due seguiti sono già sul mio computer in attesa che trovi il tempo di svilupparle meglio.
Cambiai il titolo alla storia, poiché AGGIUSTATRICE mi suonava male, e coniai L'ACCOMODATRICE.
Il romanzo rimase nel cassetto fino al 2014, quando presi  coraggio e, dopo aver pubblicato con loro I colori della nebbia, lo proposi ad Harlequin Mondadori, che si mostrò interessata.
Ci dovetti lavorare sopra ancora a lungo per migliorarlo, variare leggermente alcuni punti della trama, cambiargli il titolo, che divenne appunto LIE FOR ME, ma alla fine eccoci qui! Spero vi piacerà e divertirà come mi sono divertita io a scriverlo. 
Alice, la protagonista è irrefrenabile, ed è stata praticamente lei a dettarmi cosa scrivere, non è possibile mettersi contro di lei e sopravvivere, siete avvertiti. Non posso predire se il libro vi piacerà, posso solo dirvi che mii sono sforzata di raccontare una storia fuori dai soliti schemi, a partire dalla professione della protagonista. Forse a tratti avrò esagerato…forse non sarò stata molto realistica in alcuni punti, ma tutto col fine di intrattenere. E l'incredibile è spesso più reale di quanto si creda, io lavoro in uno sportello pubblico e quello che non vedo ogni giorno…. peccato che poi gli editori non mi credano mai quando gli dico che son cose che succedono davvero quelle che racconto…. L’ironia permea tutto
il libro, e le risate sono assicurate, ma ci sono anche dei temi seri al suo interno.
Alice all’inizio può apparire leggermente fredda e calcolatrice, ma già dopo qualche pagine scopriamo la sua umanità e le sue debolezze, nonostante cerchi di nasconderle dietro il suo ruolo di Accomodatrice e bugiarda professionista. Mente agli altri, ma mente anche a se stessa, è il suo passato che l’ha resa ciò che è diventata e finché non lo affronterà, non potrà diventare una persona migliore e più felice. Ci vorrà un attentato alla sua vita per svegliarla e farle capire che qualcosa deve cambiare, è giunto il momento di fare delle nuove scelte o rischia di non avere un domani. Poiché mentendo aiuta i suoi clienti, è vero, ma rovina le vite di altre persone.
L’indagine per scoprire chi la vuole morta (e i candidati sono tanti visto il suo lavoro), la porterà a rivangare dei vecchi casi e a scoprire le conseguenze che le sue azioni hanno avuto sugli altri. E questo la cambierà per sempre. Si troverà quasi suo malgrado a crescere e maturare... tra boa di struzzo e pallottole.
Mariachiara Cabrini
 
LEGGI UN ESTRATTO DEL ROMANZO...

" Mi sollevo quel tanto che basta per sedermi sul duro cemento. Non ci penso nemmeno a tentare di rimettermi in piedi. Ho la testa che mi scoppia. Per fortuna che è dura, o me lo sarei rotta. «Cosa diavolo ci fa qui, ispettore?»Okay, forse avrei dovuto rivolgermi a lui con un poco più di gentilezza e ringraziarlo, visto che probabilmente mi salvato la vita... Ma doveva proprio farlo, placcandomi come un giocatore di rugby? Sa benissimo che oggi  ero già stata ferita! Un po’ più di garbo no?! Non riesco a sforzarmi di essere gentile, se soffro come un cane. Mi duole ogni muscolo del corpo e quando sto male io, voglio che anche gli altri condividano il mio malessere. Sono molto altruista.L'ispettore, che al contrario di me non ha avuto problemi a rimettersi in piedi, mi guarda dall'alto in basso e si sofferma sulle mie gambe.Abbasso lo sguardo e mi accorgo che la minigonna inguinale che indosso si è sollevata a causa della caduta, diventando poco più di una cintura. Mi affretto ad abbassarla, sotto lo sguardo ironico di Donati. «Bel perizoma» commenta. «Considererò questa gradevole vista un ringraziamento per averle appena salvato la vita, visto che non ho udito alcuna espressione di  gratitudine uscire dalle sue labbra».Che uomo odioso. Doveva rinfacciarmelo per forza. Da persona educata quale sono, se capitasse a me di salvare qualcuno, di certo non pretenderei pubblici ringraziamenti. Comunque, per provargli la mia superiorità, faccio uno sforzo. «Grazie.»«Prego. Ora può dirmi, signorina Schiano, cosa sta facendo lungo la pubblica via, di notte, abbigliata in questo modo? Arrotondalo stipendio?»La bocca mi si spalanca per l'indignazione. Di tutte le cose che poteva dirmi, ha scelto la più offensiva! Solo perché mi ha trovata di notte, sul ciglio della strada, 
truccata pesantemente, con un parrucca rossa, abiti talmente succinti da risultare quasi inesistenti e biancheria sexy, come può saltargli in mente che mi stia prostituendo? Non ha il minimo senso. È proprio vero che gli uomini pensano solo a una cosa!«Ma come si permette?! È fortunato che non mi senta di alzarmi, o per questa offesa l'avrei già presa a schiaffi! Stavo lavorando.»Ho l'impressione che stia trattenendo a stento una  risata. «Lo sa, vero, che questa frase non aiuta il suo caso?» replica. «Tutte le sue consulenze richiedono un abbigliamento del genere?»L'enfasi che ha posto sul termine consulenze non mi piace. Si è fatto un'idea totalmente sbagliata di me. «No, questa era un'occasione speciale» rispondo sarcastica. «Piuttosto, lei cosa ci fa qui?»«La stavo sorvegliando. Dopo l'attentato di oggi pomeriggio abbiamo deciso di tenere sotto controllo sia lei sia il suo fidanzato, e a quanto pare abbiamo fatto bene.» Questo è davvero troppo! Come osa pedinarmi questa versione più giovane, ma altrettanto stropicciata, del tenente Colombo?«E come la mettiamo con il diritto alla privacy?! Non è forse un diritto di tutti quello di non poter essere sorvegliati a propria insaputa? E poi, il mio lavoro ne risentirà, se sarò seguita ovunque!»Lui si mette le mani sui fianchi. «Qui siamo ben oltre la privacy, signorina. Si rende conto che in un solo giorno hanno tentato di  ucciderla ben due volte? Il mio dovere è assicurare la sua incolumità e scovare il  colpevole. A questo servono le forze dell'ordine, non per agevolarla nel suo lavoro!»«Non dica sciocchezze! Sarà stato...»«Non dica che si è trattato di un ubriaco al volante, o di una svista, come asseriva fosse per la bomba. Non è così. Ho visto bene che l'auto puntava dritto su di lei. Qualcuno vuole ucciderla, e questo è un dato di fatto. È meglio che l’accetti, prima di finire all’altro mondo solo perché si rifiuta di crederlo possibile.»«Ma non ha senso! Chi mai vorrebbe farmi del male? E perché?»«Questo non lo so, ma intendo scoprirlo e fermare l'attentatore, stia tranquilla. Per riuscirci però ho bisogno che lei inizi a essere finalmente sincera con me. Direi di cominciare dal suo lavoro. Credo sarà interessante.»Un quarto d'ora dopo mi ritrovo in Questura, nell'ufficio di Donati, seduta su una scomoda sedia di plastica, con un bicchierino di caffè della macchinetta in mano e lui che mi fissa da dietro la scrivania.Siamo soli e l'atmosfera è informale, ma si tratta  comunque di un interrogatorio. Se lui la vuole chiamare conversazione a cuore aperto, faccia pure, ma resta sempre un interrogatorio.«Bene signorina, mi spieghi dettagliatamente che genere di lavoro fa.»L'ispettore mi sta antipatico, ma io sono una persona pragmatica. Anche se non sono ancora pienamente convinta che qualcuno voglia uccidermi, visto che la bomba era sotto l'auto di Edoardo e che stanotte ero travestita, credere che due incidenti del genere possano accadere lo stesso giorno alla stessa persona per pura coincidenza è effettivamente difficile. Perciò, devo accettare che la possibilità che io abbia un nemico che mi vuole eliminare esista. E siccome non voglio morire, sarà il caso che inizi a collaborare almeno un pochino con la polizia. Non devo dirgli proprio tutto... basterà accennare qualcosa, giusto per indirizzarli.«Come le ho già detto sono una consulente privata.  Mi piace definirmi un'accomodatrice di vite.»«Fa l'arredatrice?»«No, accomodatrice di vite» ripeto. «In parole povere, aggiusto le vite delle persone aiutandole a risolvere i loro problemi. Rendo più agevoli e semplici le loro esistenze. È una professione alternativa, diciamo. Con la crisi che c'è, uno il lavoro deve inventarselo, ed è ciò che ho fatto. L'idea mi è venuta guardando una puntata del Dr. House. Hugh Laurie stava ripetendo per la millesima a uno dei suoi assistenti il suo mantra Tutti mentono, e all'improvviso mi sono resa conto non solo che il suo subordinato era un cretino, perché ancora credeva ai pazienti dopo trecento puntate in cui gli erano piovute addosso menzogne colossali, ma anche che il medico zoppo più famoso della televisione aveva  ragione: tutti mentono. E mentire è stressante e faticoso. Chiunque sarebbe lieto di trovare qualcuno pronto a mentire per lui. Non solo per liberarsi da un peso logorante, ma soprattutto perché un estraneo risulta molto più credibile ed efficace. Così ho pensato che quel qualcuno potevo essere io.»L'ispettore appare confuso. Poverino, in effetti sono le due di notte e probabilmente le sue cellule grigie non funzionano al massimo a quest'ora. Quanto mi dispiace! Ma in fondo è stato lui a insistere per avere questo colloquio ora, invece di riaccompagnarmi a casa e permettermi di dormire almeno qualche ora! Bastardo! Finalmente sembra che i suoi neuroni riescano a intravedere la luce. «Aspetti... Intende dire che lei mente per gli altri? Sarebbe questo il suo lavoro?»«Più o meno. Molte volte il mio compito consiste semplicemente nel rendere più credibili le bugie altrui: creare un alibi per un marito che deve nascondere alla moglie di avere un’amante, per esempio. Altre volte invece devo escogitare il modo 
di trasformare i miei clienti agli occhi degli altri: fornire un finto fidanzato, fare in modo che il loro capo li creda dei geni del computer... cose così.»Donati si copre gli occhi con entrambe le mani. «Mi dica che sta scherzando, la 
prego.»«Oh, no, sono serissima. Faccio questo lavoro da tre anni, ormai.»Ha il volto angosciato, quando torna a guardarmi. «E aveva dei dubbi riguardo al fatto che qualcuno ce l'avesse con lei?» mi domanda incredulo. «Mi ha praticamente appena detto che per lavoro inganna la gente! Stento a credere che abbiano aspettato fino ad ora per tentare di farla fuori!»«Ma io non faccio male a nessuno!» protesto.«Lei prende in giro la gente ogni santo giorno! E le garantisco che alle persone non piace affatto.» Si passa di nuovo la mano sul viso e guarda il soffitto. «Cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo?» sospira, prima di proseguire con l'interrogatorio. «Mi dica, più o meno, in questi tre anni di attività, quanti clienti ha avuto?»Faccio spallucce. «Non saprei. Lavoro a un nuovo caso praticamente ogni giorno. In tre anni suppongo di aver assistito almeno ottocento clienti, come minimo.»Donati si lascia sfuggire un'imprecazione. "
 

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